In un'intervista Pier Paolo Pasolini afferma: "un'autore quando è disinteressato e appassionato è sempre una contestazione vivente...”
Ho iniziato a fotografare inconsapevole della schiavitù indotta dalle regole del linguaggio: la visione era sovversiva, sottolineava il controsenso e il paradosso attraverso la rappresentazione.
Ma la convinzione di questa direzione è presto vacillata, sono emerse nuove istanze, altre, comunque diverse: ogni lavoro si sta facendo la messa in discussione del suo stesso essere.
