...Il primo ricordo...Il mio primo ricordo è l’immagine di me che riempio di disegni la cucina di casa, una grande cucina di formica bianca; avevo tre anni e i pennarelli rappresentavano il mio primo strumento di comunicazione... e oggi, sono ripartita proprio da lì. L'uso del pennarello su vaste superfici mi permette di riprendere in mano quella percezione "essenziale" unica dell’infanzia, creando continui paradossi e ossimori formali, in cui il segno si fa portavoce di complessi concetti subcoscienti atto a creare un minimalismo baroccheggiante della mente. Ho attraversato diverse fasi, soprattutto per quello che concerne la "pittura" e ho sempre sentito forte l’esigenza di creare un nuovo linguaggio, una nuova figurazione, qualcosa di originale, sfidando quel limite imposto dalla bidimensione; procedendo a ritroso mi sono riappropriata di quel segno sepolto nel mio subconscio;
ciò che ho trovato è un "INFRASEGNO", parafrasando Georges Perec con L’infraordinario e il suo "rumore di fondo" del vivere quotidiano, l'infrasegno è il segno di fondo di ciò che generalmente percepisco del vivere quotidiano, uno sguardo che scaturisce da un interno recondito che fa da sottofondo all'esistenza; è appunto quel "sottofondo" che mi affascina.
Importante è diventato per me anche l'uso di mescolare diverse tecniche: frammenti, collage, oggetti, fotografia, si incrociano per portare ad una diversa riflessione legata alla tradizione pittorica. La mia ricerca è fortemente influenzata dagli studi sull’alchimia compiuti da C. G. Jung e da innumerevoli trattati filosofici (importanti per me "storia dell’erotismo" e "L’anus solaire" di G . Bataille, ma anche Kant, Heidegger, Cioran, Foucault...) sull' "ESSERE" e lo spazio, tra il rapporto tra corpo e spazio;
punto focale della mia ricerca è l'UOMO in tutte le sue manifestazioni, una ricerca che vuole anche portare l'esssere ad una nuova forma di consapevolezza (questo anche attraverso le performance). I temi e le immagini forti che affiorano dai miei lavori non hanno lo scopo di provocare o scioccare, sono semplicemente la conseguente esplicazione di ciò che alberga nell'essere umano: l’eros, il sesso, la malattia, la morte, il crimine , le perversioni, le eccezioni, la quotidianità, i limiti, le paure, i condizionamenti...L’arte ha un grande compito oggi, portare lo sguardo verso un EGO CONDIVISO, non c’è più bisogno di ribadire l'unicità e l'individualità dell’artista; credo invece che l'arduo compito sia quello di comunicare attraverso un egoismo illuminato.
